Dna e Dieta Sport

La Nutrigenetica permette oggi di conoscere gli alimenti che peggiorano lo stato fisico della persona e quelli che lo migliorano, in modo da poter personalizzare il piano nutrizionale sulla base del proprio DNA anche attraverso test che coinvolgono la prestazione sportiva.

Sono stati scelti test genetici correlati sia all’attività fisica che alle predisposizioni verso le principali condizioni cronico-degenerative senza tralasciare le intolleranze di origine generica. Vengono testate l’intolleranza al lattosio e la predisposizione alla celiachia in modo da poter proporre ad ogni atleta un piano alimentare adeguato.

Lo screening comprende test indicativi dello stato del tessuto muscolare sia in termini di resistenza all’affaticamento che alla capacità di rispondere a stress esterni. Viene analizzata la possibilità di lesioni spontanee in seguito a sforzi prolungati, lo stato infiammatorio generale che può compromettere la prestazione sportiva, la capacità dell’organismo di rispondere allo stress ossidativo. Sulla base dei risultati viene fornita una lista di alimenti di cui è consigliato aumentare o diminuire il consumo, e una dieta di pasti giornalieri su dieci giorni, per iniziare subito la propria alimentazione Nutrigenetica personalizzata.

TEST GENETICI PER PANNELLO DNA E SPORT

TEST GENETICO PER IL LATTOSIO

Essere intolleranti al lattosio può peggiorare la performance sportiva e lo stato fisico generale dell’atleta, perciò è essenziale esserne a conoscenza per adottare opportuni accorgimenti dietetici. Il test genetico risulta rapido, semplice e preciso,con un range di errore pari all’1%.

METABOLISMO DELL’ACIDO FOLICO

Il prodotto del gene MTHFR è correlato sia allo studio di malattie cardiovascolari, che direttamente alla performance sportiva. Una adeguata attività dell’MTHFR protegge dai danni cardiovascolari, dalle infiammazioni  e quindi migliora la prestazione sportiva riducendo i rischi di infortuni. Un suo cattivo funzionamento, al contrario, provoca instabilità genetica e bassi livelli di acido folico nel sangue, diminuendo cosi i potenziali benefici di quest’ultimo.

METABOLISMO DELLA VITAMINA D

Recentemente sono stati svolti studi su atleti di diverse categorie, proprio per dimostrare l’importanza  della vitamina D negli sportivi.Sono stati analizzati atleti soggetti a frequenti infortuni e si è osservato che i loro livelli di vitamina D sotto i livelli minimi, in conseguenza ad un errato funzionamento del gene del recettore della vitamina D. Attraverso il test genetico è possibile andare ad analizzare la presenza o meno di quei polimorfismi che alterano la regolazione del metabolismo della vitamina D, andando quindi a valutare a monte il problema.

STATO INFIAMMATORIO

Una attività fisica intensa porta alla formazione di specie reattive dell’ossigeno e delle specie nitrogene, aumentando così lo stress ossidativo. Questi processi peggiorano la performance sportiva e predispongono agli infortuni. Per prevenire o limitare i danni provocati da tali processi è essenziale assumere, attraverso la dieta, quei nutrienti che mostrano proprietà e antiossidanti. Lo studio genetico dei polimorfismi presenti nelle sequenze di DNA valuta la capacità del nostro organismo di reagire ad uno sforzo e quindi di regolare la risposta infiammatoria.

ACTN3 E CONTRAZIONE MUSCOLARE

Lo studio del polimorfismo presente a livello del gene ACTN3 permette di comprendere se si ha una adeguata sintesi della corrispondente proteina, coinvolta nella contrazione muscolare e nell’apporto di ossigeno alle fibre. Questo si traduce nell’atleta nella scelta di una diversa tipologia di allenamento e nell’assunzione di un’alimentazione mirata a compensare il proprio assetto genetico.

MCT-1 E ACIDO LATTICO

Dall’attività di MTC-1 dipende una migliore o peggiore resistenza alla fatica e una migliore capacità ossidativa del lattato. Recenti studi hanno dimostrato che un determinato polimorfismo presente sul gene che codifica per il recettore MTC-1 ,influenza il trasporto del lattato. La sua indagine genetica permette di mettere in atto tutte le possibili strategie di compensazione.

RISCHIO DI TENDINOPATIE E LESIONI

Il collagene è la componente strutturale sia dei tendini che dei legamenti. Studi condotti su gruppi di atleti hanno dimostrato che esiste una correlazione tra alcune varianti genetiche e infortuni alle strutture tendinee e legamentose. Lo screening genetico di questi polimorfismi permette di limitare e contrastare l’insorgenza di lesioni spontanee sulla base delle singole predisposizioni genetiche.

ATTIVITA’ ANTIOSSIDANTE

Una scorretta alimentazione  rallenta il funzionamento del sistema antiossidante ,tanto più se è presente un determinato polimorfismo a livello del gene SOD3. L’impiego quindi di alimenti ad azione antiossidante e ricchi di vitamina C, vitamina E, Flavonoidi, o veri e propri integratori di tali nutrienti, portano beneficio principalmente in atleti che svolgono un’attività fisica mista, cioè anaerobica e aerobica, come i calciatori, i cestisti e i rugbisti.

CELIACHIA E GLUTEN SENSITIVITY

La celiachia è una patologia multifattoriale ad elevata componente genetica. L a predisposizione alla celiachia è geneticamente legata, nella maggior parte dei casi, all’espressione degli alleli del sistema HLA (definiti DQ2 e DQ8). Uno screening genetico preliminare assume una importanza fondamentale per intraprendere un adeguato iter diagnostico.

Dott.ssa Eleonora Di Buduo

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